Gli spazi in cucina

Gli spazi in cucina | Il lavoro in cucina può essere molto faticoso, nonostante l’aiuto fornito da molti accessori e dagli elettrodomestici. Una buona organizzazione degli spazi può ridurre i percorsi “ad ostacoli” ed i movimenti innaturali e inutili. La disposizione delle varie zone della cucina, il rispetto delle distanze minime tra un mobile e l’altro, l’organizzazione di percorsi interni, sono quindi i punti di partenza per fare del lavoro in cucina un’attività creativa e divertente.

Una regola molto semplice è quella di unire la zona conservazione (dispensa, frigorifero), la zona lavaggio (lavello, lavastoviglie) e la zona cottura (piano cottura). Tuttavia, questo però non può essere sempre rispettato per questioni di design o vincoli strutturali. Ecco perché è sempre bene rivolgersi, a chi, questo mestiere lo fa una vita, e può consigliare quale sia il giusto compromesso. 

Quando, però, anche i consigli non bastano a convincere il cliente, bisogna intervenire con metodi più visivi. La moderazione 3D, infatti, ci ha permesso di studiare al dettaglio la posizione dei mobili e le varie via di passaggio all’interno della stanza mostrando come la “propria” persona sia in difficoltà nelle movimentazioni.

La soluzione di seguito riportata è quella suggerita da noi, al contrario di quella che voleva il cliente, riportata nel paragrafo successivo.


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 Gli spazi in cucina | Organizzare gli spazi in cucina significa ottimizzare i propri tempi. Troppo spesso, si cucina di corsa,  trasformando un’esperienza che dovrebbe essere gratificante in una battaglia contro l’orologio.  Mentre sono sufficienti pochi piccoli accorgimenti per ottenere un buon risultato con un minor dispendio di tempo: questo non può essere ritenuto di poco conto, specie se, lavorando fuori casa, si hanno i minuti contati. Dai piccoli accorgimenti bisogna sempre valutare la disposizione iniziale della cucina; da quella non si può più tornare indietro.

Per questo abbiamo consigliato ai nostri clienti una disposizione alternativa a quella che volevano, mostrandogli come sarebbero stati troppo poco efficienti gli spazi con la loro soluzione, causando intralci nei passaggi e rendendo faticoso ogni movimento.

Per garantirgli il massimo dell’efficacia abbiamo rispettato queste regole:

  • Una distanza di 120cm fra il tavolo e la parete o qualsiasi altro elemento che determini un ostacolo, rappresenta la distanza minima richiesta per permettere una libera circolazione con andatura frontale, dietro una persona seduta.
  • Per consentire ad una persona di lavorare ed eventualmente di aprire ante e cassetti dietro ad una persona seduta, è necessario prevedere una distanza minima di 135cm fra il bordo del tavolo ed il mobile. Se il mobile ha una profondità di 80cm, tale distanza va aumentata di 15cm.
  • Per stabilire le distanze utili fra i piani di lavoro e altri elementi posti davanti ad essi, è necessario tenere conto dello spazio da destinare ai movimenti delle persone e dell’ingombro determinato da elettrodomestici e basi con relativi cassetti e sportelli eventualmente aperti.
  • Di fronte alla lavastoviglie va tenuto libero uno spazio di almeno un metro, per le operazioni di carico e scarico. Per consentire il passaggio di un’altra persona con andatura frontale durante queste operazioni, lo spazio libero va aumentato di altri 70cm se di fronte c’è una parete.

Dagli schemi sotto, si evince come non sarebbe stato possibile rispettare queste distanze minime volute nella loro soluzione. Per questo hanno optato per la nostra soluzione: quella del primo paragrafo.